Iniziazione nei miti Eddici

Storie di iniziazione e antiche origini pagane

In questa pagina, "Storie di Iniziazione e antiche origini pagane", si entra nel cuore pulsante della letteratura delle saghe, dove, strato dopo strato, è possibile scostare le letture medievali e cristiane per arrivare a una trama più antica, essenziale, che sembra affiorare da un’origine pagana. Emergono così storie di giovani – per lo più uomini, ma non solo – che abbandonano il mondo conosciuto per mettersi alla prova e vengono accolti sotto la custodia o l’apprendistato di figure il cui ruolo richiama in modo sorprendente quello di mentori spirituali.

Talvolta questi mentori appartengono alla mitica stirpe dei giganti, altre volte appaiono semplicemente come donne o uomini – ma, in modo significativo, soprattutto donne – dotati di grande Fjölkyngi [potere magico/sapienza]. Le narrazioni seguono un modello ricorrente, una particolare architettura del racconto che può essere definita “struttura di iniziazione”. L’iniziazione è una trasformazione ritualizzata e/o vissuta del sé, dello status sociale e/o dell’accesso a un nuovo tipo di conoscenza. Di solito prende avvio con un distacco netto, spesso drammatico, da tutto ciò che è familiare, per sfociare in qualcosa di sconosciuto: uno stato liminale, una soglia in cui la persona non è più ciò che era, ma non è ancora ciò che sta per diventare.

Durante questa fase liminale – che leggende e miti descrivono spesso come una morte simbolica, un soggiorno nel sottomondo o in un altro mondo, oppure come una vita trascorsa in una diversa classe sociale (e di rango inferiore) – l’iniziato o novizio vive un’esistenza separata dalla società di provenienza. In questo tempo sospeso affronta prove e ordalie, umiliazioni, test e sfide, e al contempo riceve insegnamenti. Dopo un culmine in cui deve dimostrare di aver integrato ciò che ha appreso, l’iniziato può tornare nel mondo come una persona nuova, portando con sé conoscenze e poteri rinnovati, in accordo con lo scopo specifico di ciascun percorso iniziatico.

Quasi tutte le culture umane conoscono qualche forma di rituale di iniziazione, che segni il passaggio dall’infanzia all’età adulta o da profano a specialista. Anche la religione pre-cristiana della Scandinavia prevedeva certamente tali riti e, alla luce dell’impressionante numero di storie costruite su questo tema e su questa struttura di base, è plausibile ritenere che il viaggio iniziatico fosse un elemento centrale della cultura nordica antica.

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​La struttura dell'iniziazione nella poesia eddica


​Nel lontano 2004 fu redatta una tesi universitaria (The Maiden with the Mead [La fanciulla con l'idromele])  che portava alla luce la struttura iniziatica di diverse poesie eddiche. L’attenzione era rivolta alle storie in cui una fanciulla soprannaturale dell'oltretomba consacrava un dio o un eroe che era riuscito a raggiungerla partendo dal mondo dei vivi. Era definita "fanciulla" (maiden) perché così veniva sempre descritta in queste storie — ma poteva assumere la forma di una gigantessa, di una dea, di una valchiria o persino di una fylgja. Lo scopo del viaggio verso il suo regno dorato nel cuore dell'oltretomba era, simbolicamente, ricevere l'idromele della saggezza della fanciulla: la memoria universale, la poesia, l'ispirazione, il potere e l'immortalità, seguiti da una fuga dalla morte e dal ritorno alla società con un nuovo status, come quello di poeta, saggio o re.

In tutte queste storie, un eroe (o un dio) cercava una visione attraverso una qualche tecnica di alterazione della percezione ordinaria, come varie forme di meditazione o sogni in luoghi sacri di potere, compiendo sacrifici o cercando un'esperienza di pre-morte. A ciò seguiva una visione in cui veniva rivelato lo scopo o la meta designata dell'iniziato, dopodiché l'eroe doveva scendere nell'oltretomba, descritto come il mondo dei morti, ma spesso sovrapposto al mondo dei jøtnar (giganti). Qui, avrebbero affrontato prove e tribolazioni, prima di essere ammessi nel cuore di Hel, dove la misteriosa "fanciulla" dispensatrice di idromele poteva offrire loro la sua "coppa di cristallo piena di antico idromele". Gli eroi o gli dei, attraverso questa offerta di idromele, ma spesso anche attraverso un'unione sessuale con la fanciulla, sarebbero stati in grado di tornare nel mondo dei vivi con i ricordi di ciò che avevano appreso ancora intatti. Sarebbero tornati per diventare uomini saggi.

​La struttura dell'iniziazione nella poesia eddica si basa sulle seguenti fasi:

1)​Ricerca della Visione (Vision Quest): Il dio o l'eroe impiega "tecniche dell'estasi" al fine di acquisire una visione di ciò che avverrà e di chi lo aiuterà. Nel caso del dio Óðinn (Odino), egli rimane appeso per nove notti a un albero, digiunando e trafitto da lance. Il dio Freyr siede sul seggio visionario di Óðinn da cui può guardare in tutti i mondi. Gli eroi umani dell'Edda impiegano altre tattiche: sacrificare un animale, sedersi su un tumulo funerario, invocare una völva morta, sedersi in un bosco sacro, sulla cima di una montagna sacra, dormire vicino a un fiume, giacere in punto di morte dopo una battaglia o cercare la divinazione seiðr di una persona dotata di fjölkyngi.

2)​Visione (Vision): Óðinn (Odino) guarda verso il basso – nei regni che sta per visitare. Freyr vede una fanciulla con braccia che illuminano l'aria e il mare. Un eroe vede passare nove valkyriur a cavallo, una delle quali gli offre un nome. Un altro eroe viene incontrato da una valchiria che gli ricorda la sua vita passata e il suo scopo designato in questa vita. Altri eroi guardano negli altri mondi dai loro luoghi di meditazione.

3)​Discesa (Descent): In questa fase, gli dei o gli eroi viaggiano verso il basso, negli oltretomba o in altri mondi, di solito per nove notti. Il viaggio è colmo di elementi riconoscibili dalle descrizioni dei mondi dei morti e di quelli dei giganti.

​4)Prove e insegnamenti (Trials and teachings): Gli dei e gli eroi devono dimostrare la propria intelligenza, eloquenza, intuito e intrepidezza quando affrontano le creature pericolose, ma potenzialmente d'aiuto, degli altri mondi. Potrebbero anche ricevere insegnamenti da questi esseri.

5)​Consacrazione (Consecration): L'iniziazione si completa quando gli dei o gli eroi arrivano alla sala della fanciulla dispensatrice di idromele nell'oltretomba; lei vive in un regno dorato e luminoso nel cuore delle profondità più oscure di Hel, e offrirà una bevanda preziosa: idromele dorato, idromele della memoria o idromele della poesia. Può essere una gigantessa, una dea o una valchiria – persino una fylgja in un caso. Il soggiorno dura spesso tre notti.

​6)Ritorno alla società (Return to society): Il dio o l'eroe ritorna al mondo divino o umano con un nuovo status, una nuova conoscenza, spesso un nuovo nome o titolo. Nelle storie in cui la Fanciulla con l'Idromele è una valchiria, apprendiamo che lei continua a far parte della sua vita e funge per lui da spirito protettore e guida.

​7)Morte (Death): Il dio o l'eroe ha ottenuto l'immortalità sotto forma di risurrezione dalla morte, di solito con l'aiuto della fanciulla che aveva servito loro l'idromele e che ora lo salva dall'oblio in Hel.


​Le storie ricordano l'iniziazione sciamanica, ma somigliano anche alle iniziazioni delle antiche religioni misteriche, dove lo scopo era di fatto sconfiggere l'oblio nella morte e raggiungere uno stato di risurrezione o salvezza. Potrebbero anche essere viste in relazione a una tradizione molto antica e, per lo meno durante l'età del bronzo, diffusa del Matrimonio Sacro legato all'insediamento regale, in cui il re doveva "sposare" la dea della terra per diventare degno di governare tale terra. I poemi dell'Edda rappresentano storie e temi che erano quasi certamente noti nella Scandinavia pre-cristiana, e non è improbabile che i poemi eddici veri e propri – nella forma in cui li conosciamo – siano, per la maggior parte, molto antichi o contengano quantomeno elementi molto antichi.


Testo tratto e tradotto dal libro "The great knowledge" di Maria Kvilhaug